Enzo Petruzzella: cosa significa lavorare con la Favolosa

La Puglia è la principale regione produttrice di olive e olio extra vergine d’oliva. Tra le cultivar a cui il nostro orecchio è abituato c’è la Coratina, la Cima di Bitonto, la Peranzana, il Leccino. Ma sempre più spesso si sente anche parlare di Favolosa. Questa cultivar, brevettata nel 1993, ha segnato un cambio di passo nella lotta alla Xylella, ma anche nei modelli produttivi agricoli. Sebbene ci siano ancora produttori che diffidano dal suo corredo aromatico, c’è chi ha deciso di lavorarla con fiducia. Tra questi, ci sono Enzo Petruzzella e sua moglie Maria Carmela Achille, braccia, anima e cuore dell’azienda agricola Amore Coltivato. Insieme ai tecnici dell’opificio Tre Colonne di Salvatore Stallone hanno creato un olio elegante, con cui la Puglia potrebbe scrivere parte del suo futuro.

Breve storia della Fs-17

La Fs-17, nota anche con il nome di Favolosa, non è solo una delle risposte alla Xylella. Infatti, anche la cultivar Leccino ha mostrato resistenza al batterio. In generale, gli impianti di Fs-17 permettono di lavorare con un modello razionale, adatto a qualsiasi forma di allevamento e sistema produttivo. Creata dal professor Giuseppe Fontanazza, la Fs-17 è una varietà certificata dal Cnr, nata dall’incrocio tra la Frantoio e l’Ascolana tenera. Fs-17 si distingue per l’elevata attitudine alla propagazione per talea, il rapido accrescimento in campo con inizio di fruttificazione già al secondo anno di piantagione (10%) e l’evoluzione rapida di incremento produttivo che porta la produzione al 50% nel terzo anno, 80% nel quarto anno e 100% dal quinto anno in poi. Si tratta di una cultivar precoce, da raccogliere a inizio ottobre. L’olio extra vergine di oliva ottenuto dalla molitura di Favolosa è caratterizzato da un fruttato medio intenso, piccante più che amaro, con note di erba tagliata, mela, pomodoro fresco e carciofo. Si tratta di un olio adatto a chi gradisce un sapore delicato sulle pietanze. Il Consorzio Oliveti d’Italia e il suo presidente, Nicola Ruggiero, lavorano da anni alla creazione di un “modello Favolosa”, per portare gli agricoltori a investire su questa cultivar. Nel 2020 si registravano 400 ettari dedicati alla Favolosa, tra cui quelli della famiglia Petruzzella.

Coltivare l’amore

 Enzo Petruzzella, 38 anni, molfettese di origine, bitontino di adozione, è un perito agrario. Ha visto nascere l’impianto di famiglia quando aveva 17 anni. Suo padre aveva voluto seguire le lezioni del professor Fontanazza a Perugia e nel 2002 aveva deciso di accogliere il suo invito a piantare la Favolosa in terra di Bari. Erano solo 80 piante, ma davano a Enzo un vantaggio enorme sui suoi colleghi dell’Istituto Agrario Umberto I di Andria. «Ho avuto la fortuna di avere un padre che ha avuto l’umiltà di voler imparare – spiega Enzo – Ripensando a quegli anni, non posso fare a meno di notare quanto Fontanazza fosse criticato in Italia e abbia poi fatto fortuna in Spagna, nazione che oggi fa paura all’olivicoltura italiana. Anche noi all’epoca percepivamo di essere diversi, quasi emarginati. Oggi sappiamo di aver avuto ragione».

A livello agronomico, «la Favolosa necessita di attenzione. Se la Coratina “perdona” moltissimo, comprese la mancata nutrizione e irrigazione, elargendo comunque raccolti generosi. La Fs-17 no. Ma proprio come altre cultivar, tra le quali Frantoio e Leccino, per portare al massimo la produzione bisogna prestare loro le giuste cure». L’olio evo che se ne ottiene è distante dai «cazzotti in testa» che il fruttato intenso di altre cultivar possono darci. «Il punto di forza è il profumo, molto singolare, con note di gambo di pomodoro».

Il futuro è… Favoloso

Da quelle ottanta piante messe a dimora nel 2002 è passata tanta acqua sotto i ponti. Nel 2019 Enzo Petruzzella e sua moglie Maria Carmela hanno creato il brand Amore Coltivato. Con i loro quattro ettari, oggi coltivano Coratina, Cima di Bitonto, Fs-17, realizzando tre monovarietali e un olivaggio (cioè, un olio ottenuto da un mix di olive da cultivar diverse). Se pensa al lavoro sulla Favolosa e al futuro del territorio, Enzo ha le idee chiare. «Il futuro della Fs-17 nella nostra agricoltura è legato alla ricerca contro la Xylella. È una cultivar interessante, ma non può sopportare da sola il peso di un intero territorio, anche se affiancata dal Leccino. La ricerca deve portare alla luce altre varietà che possano accompagnarle, arricchendo il nostro patrimonio agronomico».

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