Masseria “Le Stanzie”, rivivere il passato sotto forma d’esperienza

Un tempo la masseria Le Stanzie di Supersano rappresentava il luogo ideale di sosta e riposo per pellegrini e viandanti che attraversavano il Salento. Oggi, come allora, la masseria continua ad accogliere avventori e turisti, conducendoli in un viaggio indietro nel tempo, alla scoperta delle tradizioni e dei valori del mondo contadino. Dal 1980 Donato e Fernanda Fersino e i loro tre figli, Giuseppe, Roberto e Federica, sono i custodi di questo enorme patrimonio storico, fatto di usanze, profumi e suoni che non sono più di quest’epoca. Con il prezioso supporto di venti collaboratori, la famiglia gestisce le attività agricole e ristorative di una delle masserie più antiche del Salento.

 “La struttura è di origine antichissima. – racconta Federica Fersino – Luogo simbolo della cultura e della civiltà salentina, ha rappresentato, nel passato, un’antica statio romana, situata al centro di un crocevia importante che congiunge l’Adriatico con lo Ionio, ‘l’antica via dell’olio’, e Santa Maria di Leuca con la Terra Santa ‘la via dei pellegrini’. Quest’ultimo tragitto era utilizzato da ogni cristiano che si recava in pellegrinaggio da S. Michele sul Gargano a S. Maria di Leuca. Ad oggi la masseria Le Stanzie non ha perso la sua vocazione originaria di luogo di sosta e ristoro, è lì pronta ad accogliere nel suo grembo viaggiatori in cerca di tranquillità e riposo, viaggiatori che dopo un lungo viaggio vogliono tornare indietro per riappropriarsi delle proprie origini. Nel nostro compito di dare voce ad ogni pietra che la compone, raccontiamo a chiunque passa a trovarci la storia di donne e uomini che hanno vissuto questa terra e che con il duro lavoro l’hanno fatta diventare il nostro futuro”.

TRADIZIONE E UNICITÀ ANCHE IN CUCINA

La priorità della famiglia è quella di preservare la storia e le origini del posto, anche attraverso i lavori di restauro della masseria. Una conservazione delle tradizioni che trova conferma nella cucina basata su antiche ricette salentine.

“La struttura, realizzata interamente in pietra, comprende dieci stanze tutte intercomunicanti e fornite di focolare. Questo luogo oggi accoglie i monumenti tipici dell’architettura contadina del Salento: la coltura predominante dell’olivo spiega la presenza dei frantoi ipogei attrezzati per la lavorazione delle olive. Oggi coltiviamo principalmente i pomodori per la salsa e da pendola, ortaggi stagionali, legumi, grano duro per la produzione della pasta e del pane e foraggio per gli animali. Inoltre, nell’azienda sono presenti bovini, ovini, caprini, equini, suini e animali di bassa corte. La nostra cucina si fonda su antiche ricette che sono state tramandate di madre in figlia. Legumi, verdure, pasta fatta in casa, olio, pane e carne cotta in pignata rappresentano a pieno la nostra tradizione. I piatti tipici per eccellenza sono il pane cotto, le sagne ncannulate con sugo e ricotta forte, la massa e ceci, la carne di cavallo o di manzo preparata secondo antiche ricette”.

 FERMARE IL TEMPO

Non è un tradizionale agriturismo e neppure un semplice luogo dove rilassarsi a bordo piscina. La Masseria Le Stanzie porta avanti una missione culturale e sociale, ma soprattutto promette di vivere un’esperienza.

 “Nel corso degli anni, più volte ci siamo interrogati sulla nostra funzione sociale e culturale. Su come Le Stanzìe potessero assurgere a un ruolo al di fuori dei confini imprenditoriali che siano essi legati alla ristorazione, all’agricoltura e alla pastorizia. In questa missione culturale e sociale vorremmo contribuire a uno sviluppo della consapevolezza civile invitando, chiunque viene a trovarci, a considerare la masseria stessa come contesto di studio nel quale possono incontrarsi molteplici aspetti sociali in grado di far sviluppare un nuovo tipo di cittadinanza più consapevole e partecipata. Così, viaggiatori, curiosi e appassionati si recano in masseria per ritrovare sé stessi, prendersi del tempo e riposare la mente da una quotidianità sempre più stressante e scandita dalle ore e dal tempo che passa. Qui il tempo si ferma, appunto”.

IL RACCONTO AUTENTICO

Autenticità e tradizione sono parole molto utilizzate, in alcuni casi forse inappropriate, quando si parla di accoglienza e cucina in Puglia. Pensiero condiviso anche da Federica Fersino, tornata nella sua terra, dopo la laurea in filosofia a Bologna, per ricambiare il favore a un territorio sempre più fragile, ma molto promettente.

 “Molto spesso si affiancano parole come identità e valorizzazione in contesti inappropriati perché non è semplice tramandare la specifica identità di un luogo, e in questo caso di un territorio, considerando che le nuove generazioni (me compresa) non hanno vissuto un contesto storico ricco di tradizioni che fino a pochi anni fa era di uso quotidiano. In poche parole, è necessaria una maggiore ricerca e un ulteriore sforzo per cercare di dare continuità al racconto autentico di questa terra”.

 

Foto Credits: Salvatore Maggio

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