Come sarà la nuova campagna olearia in Puglia? Pietro Intini ci confida le sue previsioni

Alla vigilia della nuova campagna olearia abbiamo dato voce ai produttori, partendo con Pietro Intini, che dai prossimi giorni dovranno affrontare la raccolta più anomala e problematica degli ultimi anni. L’instabilità geopolitica, i cambiamenti climatici e le fibrillazioni costanti dettate dall’incombere di una minaccia nucleare gettano timori e incertezze che si ripercuotono sull’aumento dei costi. La guerra e la crisi energetica è la punta di un iceberg che in Puglia complica la situazione di molti produttori già fortemente provati dal problema della Xylella e dalla difficoltà nel reperire personale qualificato. Pietro Intini, produttore “rivoluzionario” con la sua azienda, “Olio Intini” collocata in contrata Popoleto sulle colline di Alberobello, si appresta a realizzare una tra le raccolte più problematiche della sua storia, contando che la sua realtà agricola ha cento anni di storia, questo è un aspetto su cui riflettere. La produzione italiana di olive, e quindi di olio d’oliva, per la campagna 2022-2023 sia in Puglia che nelle principali regioni del Sud, Calabria, Sicilia e Campania, subirà un calo di circa il 30% rispetto alla precedente. È la previsione di Cia-Agricoltori Italiani per un’annata che spaventa l’olivicoltura italiana, segnata dalle alte temperature e dalla forte siccità. Vivere la quotidianità senza riuscire a programmare il futuro è la sfida più grande che i produttori devono affrontare in questo periodo.

Quali sono le cultivar più rappresentative del vostro Frantoio?

Certamente al primo posto c’è la nostra Cima di Mola, varietà in via di estinzione da noi rivalutata e oggi Presìdio Slow Food, ma anche le cultivar Olivastra e Coratina.

A quanto ammonta la vostra produzione totale e quanti ettari di uliveto possedete?

La nostra produzione generalmente si attesta intorno ai 25.000 litri di olio. Possediamo circa 20 ettari, tra terreni di proprietà e terreni in gestione.

In termini percentuali l’aumento generale dei costi energetici e delle materie prime quanto inciderà su questa annata?

Sicuramente l’aumento dei costi avrà un’incidenza del 40% su questa annata.

Come pensate di fronteggiare questa situazione e quanto tutto questo inciderà sui prezzi finali?

Stiamo valutando gli aumenti di giorno in giorno. In un contesto di inflazione galoppante e crisi come quella che stiamo vivendo, difficile fare previsioni.

Il caldo intenso di questa estate che ripercussioni avrà sul raccolto?

Il calo produttivo è il primo effetto, già ampiamente tangibile. In seconda battuta, il caldo intenso della scorsa estate avrà effetti sulla prossima produzione: lo stress a cui sono state sottoposte le piante potrebbe con molte probabilità inficiare la nuova fioritura.

In questo clima generale di cambiamenti siete nelle condizioni di poter fare delle previsioni future sulla vostra realtà?

Le condizioni climatiche sempre più instabili, la crisi energetica ed economica e i conseguenti aumenti di costi di produzione e contrazione degli acquisti, senza dimenticare il gravissimo problema Xylella, sono fattori a dir poco preoccupanti. Il futuro è incerto e nessuna previsione ci è concessa. Molto dipenderà dal sostegno delle istituzioni e dal nostro saper fare rete, con una visione comune e forte di una nuova olivicoltura.

 

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