Xfarm, un manifesto di buone pratiche per l’agricoltura pugliese

Si può trasformare un simbolo di negatività in un manifesto di buone pratiche? La risposta arriva dalla cooperativa sociale Qualcosa di Diverso, che a San Vito dei Normanni ha dato vita al progetto Xfarm Agricoltura prossima. Un’impresa agroecologica e sociale impegnata nello sviluppo territoriale, nata su un terreno di 50 ettari confiscati alla criminalità organizzata.

Per lunghi anni questi campi hanno visto avvicendarsi le peggiori pratiche agricole e sociali: caporalato, colture intensive, riciclaggio di denaro ed emergenza xylella. Nel 2017 un bando, indetto dal Comune per la gestione di questo vasto terreno, offre alla cooperativa l’occasione di implementare le attività già avviate nell’ambito del Laboratorio Urbano l’ExFadda, lo spazio per l’innovazione sociale e culturale più conosciuto in Italia.

“Siamo partiti da questo simbolo negativo e lo abbiamo trasformato in un manifesto di buone pratiche, dal punto di vista antropologico, agronomico, sociale e culturale. – dice il Presidente Marco Notarnicola – Noi guardiamo questo bene come un bene pubblico, che possa essere in qualche modo utile allo sviluppo del territorio. Xfarm è come una piattaforma, un grande strumento di apprendimento collettivo a cui il territorio può ispirarsi approcciando a pratiche agricole differenti rispetto a quelle abituali. All’inizio eravamo in quattro a occuparci di questa azienda agricola, senza alcuna esperienza. Abbiamo appreso tutte le conoscenze sulla gestione dei campi organizzando dei corsi di formazione, che sono serviti sia a noi, sia a trovare delle persone interessate a questi temi. Ad oggi la cooperativa ha 15 dipendenti che si occupano della gestione dei campi, dell’amministrazione, della comunicazione, della formazione e della ricerca.”

 AGRICOLTURA ORGANICA E RIGENERATIVA

 L’autoproduzione di fertilizzanti, il rispetto della biodiversità e la tutela del suolo sono le pratiche alla base dell’agricoltura organica e rigenerativa, che Xfarm ha fatto sue. Lo scopo è di migliorare le risorse utilizzate, piuttosto che esaurirle o addirittura distruggerle.

Su quest’onda si sperimentano nuovi sistemi per preservare nel lungo periodo la fertilità dei campi, si utilizza il siero di latte, considerato scarto della lavorazione, come fertilizzante. La biodiversità di tutela con l’Agroforesta. Il progetto che cerca di integrare il paesaggio tipico degli ulivi con le piante tradizionali del territorio: fico, gelso, melograno, carrubo, lecci e lentisco.

 “Attraverso la costruzione di un partenariato che comprende la Regione e l’Università di Foggia stiamo cercando di indentificare il progetto Agroforesta come una delle possibili alternative al paesaggio post xylella. Noi crediamo che la soluzione di sostituire gli ulivi secolari ammalati con altri ulivi, attraverso sistemi super intensivi, che richiedono maggiore utilizzo di concimi, acqua e materie prime non sia la risposta corretta. Crediamo invece che dovremmo ritornare alle colture, che facevano parte di questo territorio, non solo per una questione ambientale, ma anche produttiva, per diversificare la nostra produzione e lavorare meglio anche sul mercato.”

 PRODUZIONI COLLETTIVE E INSERIMENTO LAVORATIVO

 Oltre all’uva da taglio, Xfarm produce olio extravergine di oliva, ottenuto dall’unione di numerose varietà di olive. Il suo nome è Manifesto, un messaggio di rigenerazione che passa di mano in mano. La produzione delle orticole invece è un’attività collettiva che mira a trasformare i consumatori in co-produttori. Le famiglie del territorio, coinvolte nella scelta e nel numero delle piante da mettere a dimora, partecipano attivamente ed economicamente alla produzione, assicurandosi la fornitura di ortaggi stagionali e biologici a prezzi accessibili.

Per finire c’è l’allevamento di galline che favorisce percorsi di inserimento per lavoratori con difficoltà.

 “Il progetto Hasta L’Uevo! guarda alle galline come alleate nella gestione dell’oliveto. Attraverso un sistema di pascolo razionale, non sostano troppo nello stesso pezzo di terreno, così da poterlo diserbare naturalmente e concimare in maniera uniforme. Questo progetto ci permette di portare avanti il tema dell’inserimento lavorativo. In questo momento abbiamo coinvolto due ragazzi con difficoltà differenti.

Il primo ha una sofferenza psichica e il secondo viene fuori da un percorso di detenzione, che sta ancora scontando fuori dal carcere. Il tema quindi del reinserimento lavorativo resta centrale perché crediamo che l’agricoltura possa essere uno strumento di emancipazione per tante persone, che non trovano spazio nel mondo del lavoro, allo stesso modo Hasta L’Uevo! è un progetto in crescita che ci permette di produrre uova di alta qualità.”

 LA NUOVA SCENA AGRICOLA PUGLIESE

 La formazione rappresenta una delle colonne portanti di Xfarm.

Scuola Radicale è uno dei progetti di formazione strutturato come un percorso di accompagnamento per giovani agricoltori pugliesi under 35, con un focus sulle tematiche dell’antimafia, della lotta al caporalato e dell’agricoltura rigenerativa. Il percorso si completa con la formazione tecnico amministrativa utile ad aprire un’azienda agricola, gestirla e portarla avanti.

“Quello di cui ci siamo accorti è che esistono tante realtà che in Puglia guardano all’agricoltura come uno strumento di sviluppo del territorio e sono costituite da giovani a elevate competenze e molto spesso da donne.

Siamo riusciti a mappare tante esperienze agricole e portare avanti una ricerca, non ancora pubblicata, che abbiamo denominato Underground, che indaga sui tratti distintivi di questa che noi abbiamo chiamato la nuova scena agricola emergente pugliese.”

 RESPONSABILITÀ E RISCHIO D’IMPRESA

“Crediamo di essere sulla strada giusta e che queste esperienze possano servire a mobilitare le risorse per facilitare questo tipo di attività. Questo vuol dire che le politiche regionali, e soprattutto nazionali, debbano prendere in considerazione queste esperienze e utilizzarle come strumento per facilitare l’ingresso di nuovi imprenditori in questo settore. Purtroppo ci sono dei prerequisiti molto stringenti che spesso scoraggiano chi si avvicina a questo mondo. Invece abbiamo bisogno di imprenditori che vogliano prendersi la responsabilità e il rischio di impresa e che abbiano voglia di trasformare il nostro territorio, guardando la propria come un’attività, non solo produttiva, ma rispettosa del lavoro equo, dell’ambiente e della produzione di qualità.”

Foto Credits: Martina Leo – IMMAGINA

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