“Alveare da Favola” ha trasformato il Parco della Murgia nella casa ideale delle api

Con il brand Alveare da Favola Vicky e Vito propongono esperienze di terapia, educazione e turismo con le api, a Cassano delle Murge.

Impegnati nel settore apistico dal 2013, dopo aver vinto il bando PIN della Regione Puglia, creano un’azienda multifunzionale dedicata al benessere delle persone, dell’ambiente e delle api. Protagonista del progetto è l’apiario olistico. Una struttura in legno alla quale sono collegate esternamente le arnie, gestite a impatto leggero e responsabile, ovvero con l’intervento umano ridotto al minimo.

“Siamo molto ambiziosi. Vogliamo diventare leader del settore, ma siamo solo all’inizio, quindi in realtà ci stiamo facendo conoscere. Puntiamo in alto, ma siamo ancora al primo gradino. Tra le attività che offriamo ci sono i laboratori esperienziali per la conoscenza del mondo delle api, quelli sulla cosmesi naturale a base di prodotti dell’alveare, quindi cera, miele, propoli. Poi c’è il laboratorio sulla cucina con il miele e le visite in apiario. L’api-terapia, invece, comprende l’esperienza olfattiva e sonora, ma anche massaggi di diverso tipo. Tutti questi trattamenti si svolgono all’interno dell’apiario olistico”.

LA PASSIONE PER IL MIELE

Vito è un perito agrario, specializzato nella conduzione dell’apiario e nella gestione fiscale dell’allevamento. Vicky, soprannominata la ‘regina delle Murge’, è laureata in Beni Enogastronomici e Tecnologie Alimentari con una tesi sulla caratterizzazione dei mieli pugliesi.

“Sono un’appassionata di analisi sensoriale. Per puro caso mi sono ritrovata, da completa inesperta, a frequentare un corso sull’assaggio del miele. Sono rimasta affascinata dalla molteplicità di profumi che ci possono essere nei mieli e dalla caratterizzazione territoriale degli aromi. Ho deciso quindi di iscrivermi all’albo degli assaggiatori, completare il percorso di formazione nella maniera più dettagliata possibile e scrivere una tesi di laurea. L’idea dell’apiario si è formata nel tempo. Venivo da parecchi anni di esperienza con l’api-didattica con le associazioni e le scuole. Avendo a disposizione un’area immersa nella pace e nella tranquillità, ho immaginato che questa situazione potesse essere il connubio perfetto con l’api-terapia.”

IL TERRITORIO MURGIANO

Situato a ridosso dell’area boschiva di interesse naturalistico dell’Alta Murgia, l’apiario di Alveare da Favola, è stato sviluppato utilizzando materiali e forme storiche e culturali del territorio.

“La nostra sede rientra nella Rete Natura 2000, un sito di interesse comunitario dove nascono e migrano specie vegetali e animali protette. L’unico motivo per cui ci troviamo qui è che il terreno, di proprietà della mia famiglia, è un suolo tipicamente murgiano, difficile da coltivare, caratterizzato dalla pietra affiorante. Per questo rimasto a lungo abbandonato e non frequentato dagli agricoltori. Quindi l’ho sempre visto come un luogo perfetto per le api, perché non avrebbero dato fastidio a nessuno e in cambio nessuno avrebbe dato fastidio a loro con eventuali trattamenti fitosanitari a ridosso dell’apiario.”

 L’API-TERAPIA

Respirare l’insieme delle molecole volatili prodotte dentro un alveare, ascoltare il suono benefico dato dalle api che si trovano sul favo e osservarle da vicino, in sicurezza, sono esperienze terapeutiche che contribuiscono al benessere psico-fisico.

“L’api-terapia fa parte di quella branca delle scienze che guarda ai rimedi naturali sia per effetti curativi, sia per effetti preventivi. La terapia prevede la respirazione dell’aria proveniente dagli alveari. Un mix di cera, propoli, miele e polline che ha un odore abbastanza intenso e pungente. L’altro aspetto dell’api-terapia è legato al suono. A dispetto di quello che si può pensare, il ronzio, alle frequenze dell’apiario, è quasi una musica di sottofondo che rilassa corpo e mente. Tutto si svolge all’interno di una struttura in legno che vede le arnie attaccate alle pareti protette da delle griglie, che lasciano passare l’aria a il suono, ma non gli insetti.”

 IL RAPPORTO CON LE API

Un’esperienza unica e quasi magica che consente di riconnettersi con la natura, superare paure, sentirsi accolti e coccolati.

 “La fobia delle api è molto diffusa, è una cosa innata, direi quasi primordiale. Tuttavia succede che la gente, vedendo come ci comportiamo noi in quello spazio, capisce che non c’è pericolo. Quindi riesce a sbloccare alcuni timori. Per il resto le persone sono completamente protette. Quindi è facilissimo entrare in relazione con le api perché ti senti al sicuro, anzi, ti senti proprio accolto all’interno della struttura. Molti vogliono rimanere più tempo possibile nell’apiario perché si sentono al caldo. A differenza di tutti quelli presenti in Italia, il nostro è su pianta circolare, quindi anche questa dimensione circolare dà l’idea dell’abbraccio e dell’accoglienza.”

SALVIAMO LE API E TUTELIAMO LA BIODIVERSITÀ

“Vorrei sfatare un mito, lanciando questo messaggio. Quando si dice ‘salviamo le api’ non ci si deve riferire soltanto a quelle da miele, perché le specie di api nel mondo sono tantissime, circa 20.000. In Italia sono 1000 e di queste soltanto una è l’apis mellifera, cioè da miele. Gli insetti impollinatori, che sono molto importanti non devono essere dimenticati, vanno tutelati allo stesso modo. In generale, il concetto che voglio far passare è che più che salvare le api, che in realtà sono allevate e quindi sotto controllo, è la biodiversità che va tutelata.”

 

 

 

 

 

 

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