Tacco Rosa, il vino rosato nato dall’amore per la Puglia e dall’amicizia tra il senatore Stèfano e l’enologo Cotarella

Abbiamo avuto modo di conoscere il senatore Dario Stefano nella versione vignaiolo, ruolo che indossa con orgoglio e determinazione, per raccontare una nuova storia del suo territorio, quello  pugliese e una tipologia di vino, il rosato a cui si sente particolarmente legato.

Tacco Rosa è il nome del suo rosato giunto alla terza annata di produzione grazie alla collaborazione con l’amico ed enologo, Riccardo Cotarella. Il vitigno di riferimento è il Negroamaro uno tra i più facili da produrre, che per la prossima annata regalerà una bollicina da metodo classico, che riposerà per 24 mesi sui lieviti per una produzione limitata a solo mille bottiglie.  Abbiamo affrontato una piacevole chiacchierata con il produttore Stèfano e l’enologo Cotarella per comprendere l’attuale situazione vitivinicola in Puglia.

Senatore, come mai ha deciso di produrre proprio un rosato?

Ho iniziato la mia carriera politica diciamo per caso con l’ex presidente di Regione, Nichi Vendola, in una prima fase non mi sentivo a mio agio in quel ruolo. Poi fui chiamato dal Consorzio del Salice Salentino per contribuire a dipanare una questione importante sulla produzione del vino rosato, che non poteva essere frutto di un assemblaggio tra vino bianco e vino rosso, ma doveva godere di un’identità propria e di una corretta tecnica produttiva. Da lì in poi iniziai a lavorare sul tema dei vini rosati e appena diventai assessore all’Agricoltura ho voluto cambiare il corso della storia.

Tacco Rosa è il frutto di un ettaro vitato di alberelli di Negroamaro per una produzione che si attesta sulle dieci mila bottiglie e rappresenta la personale emozione con cui il senatore Stèfano racconta il proprio territorio. Per il senatore il cibo e il vino sono le leve su cui si muove il futuro del nostro Paese e il suo impegno è sempre orientato verso questa direzione.

Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi italiani è il padre putativo di milioni di bottiglie, che racchiudono un personale stile, che rispecchia il territorio d’appartenenza e le volontà dei suoi  produttori.

Dottor Cotarella qual è l’evoluzione enoica pugliese e oggi a che punto siamo?

Prima del cosiddetto “Rinascimento Pugliese”, il vino del Tacco d’Italia veniva venduto prettamente via mare per conferire colore e struttura ai vini del Nord. Poi a un certo punto nella mente di molti giovani produttori è scattata la voglia di non essere solo delle comparse, ma diventare i protagonisti del mondo del vino. Anche per quanto riguarda i vini rosati, in passato prodotti mescolando i peggiori vini rossi con i bianchi, oggi godono di un progetto, le uve sono raccolte meno mature più acide, diventando un vino vero non il frutto di un taglio.  i terreni de Salento sono sempre gli stessi, la produzione di Negroamaro e Primitivo è cambiata perché è cambiato l’approccio alla terra. La viticoltura esige passione e conoscenza, se piantassimo Negroamaro e Primitivo in Abruzzo non avremmo gli stessi risultati.

Cos’è per lei il vino?

il vino non è una bevanda è un bene che la natura ci ha donato ricco di storia e di cultura è l’elemento più rappresentativo di tutti i territori con oltre seicento varietà diverse, siamo al primo posto seguiti dalla Francia. Siamo il primo Paese al mondo per biodiversità. La natura con l’Italia è stata avara non abbiamo giacimenti petroliferi, oro o diamanti ma abbiamo il vino, che è inesauribile.  Nessun’altro prodotto eccetto il vino può rappresentare meglio l’Italia, la birra si beve il vino si degusta.

Qual è il segreto del successo dei vini italiani?

Quando sono in Italia percepisco dai produttori un approccio d’amore che si traduce nei loro vini. Questo è il segreto che fa la differenza per i vini italiani.

Qual è l’attuale approccio dei consumatori nei confronti del vino?

Oggi il consumatore è più preparato e vuole spendere bene i suoi soldi l’importante è non etichettare i vini come: “vini per le donne” o “vini femminili” perché non esistono.

L’arrivo di produttori famosi che investono in Puglia non sempre è accolto con piacere?

Con la presenza di Bruno Vespa in Puglia gli arrivi nel Salento sono raddoppiati quindi direi solo un bene.

 

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