Ristorante Gatto Rosso, la storia di un successo lungo tre generazioni

Se mai dovessero esistere, sono davvero pochi i tarantini che possono dire di non aver mai varcato la soglia del ristorante Gatto Rosso. Da diversi decenni, infatti, la frequentazione dello storico locale di Agostino Bartoli è parte integrante dei consueti riti cittadini; nonché occasione, per chi viene da fuori, di conoscere le specifiche tipicità gastronomiche del capoluogo ionico. Un tale radicamento nell’ambiente e nel tessuto sociale può avere più di una spiegazione, ed è in parte dovuto alla centralissima e suggestiva posizione, a due passi da Villa Peripato. Si direbbe tuttavia che la reale motivazione sia di altra natura, e che risalga alla lunga storia di militanza nel settore. Una lunga storia che si riflette nell’atmosfera all’interno, dove si ha immediatamente la percezione di una professionalità consolidata nel tempo.

Tutto ha infatti avuto inizio nei primi anni cinquanta del secolo scorso, quando Agostino Bartoli senior e sua moglie Pietrina gestivano una trattoria nel centro di Taranto. Il desiderio di espandersi li ha comunque spinti a cercare una nuova sede, e all’alba del decennio successivo, proprio lì dove intendevano trasferirsi, la triste scoperta di uno sfortunato gattino casualmente annegato in una cisterna di vino ha svolto un ruolo fondamentale. È nato così l’attuale Gatto Rosso, che a dispetto del malaugurato incidente da cui ha preso nome è stato coronato da un duraturo successo, passando attraverso la gestione di tre generazioni di titolari. Fino ad arrivare ad Agostino Bartoli junior, che dal nonno e dal papà ha ereditato le capacità organizzative, dalla nonna e dalla mamma quelle culinarie. E ancora oggi domina su tutto una piacevole aria di accoglienza familiare, nonostante gli ambienti originari siano stati di recente rinnovati con garbo e sobrietà. Ecco che alla gentilezza non formale del personale corrisponde la concreta solidità delle antiche consuetudini alimentari, recuperate e rielaborate da Agostino con mano leggera ma sicura. A partire dal pane arrostito condito con un’ottima salsa di pomodoro che viene servito come benvenuto. Per poi continuare con un ampio ventaglio di proposte, che raggiungono un convincente risultato senza bisogno di inserire troppi ingredienti nel piatto, e sono direttamente concentrate sulla valorizzazione di sapori autentici. Si va dalla rara fragranza della frittura di calamari, e dalla soave freschezza dell’insalata di gamberi con rucola e chicchi di melagrana, fino alla spiccata acidità del pesce spatola marinato con cipolla e peperoncino. Magari in alternativa al crostone di pane con baccalà alla piazzaiola, e al polpo fritto con fave fritte e purea di fave. Giusto un attimo prima di gustare due preparazioni che meritano un applauso convinto. Si tratta dei meravigliosi spaghetti spezzati e risottati all’astice con rucola wasabi leggermente piccante; e del robusto tonno alla brace con cime di rape stufate e con il gradito ritorno dell’ottima salsa di pomodoro. Importante e ben articolata, la selezione enologica comprende prodotti naturali, cantine di nicchia e bottiglie da collezione.

 

Gatto Rosso, via Cavour 2 Taranto. Tel. 340.5337800. Chiusura: lunedì. Carte di credito: tutte.

40-60 euro esclusi i vini.

www.ristorantegattorosso.com

 

 

 

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